Tagliacozzo

itinerari-abruzzo_tagliacozzo-borgo-ricco-di-storia.jpgIl toponimo significa, secondo gli studiosi, ?taglio nella roccia? - dal latino talus (taglio) e cotium (roccia) - ad indicare la fenditura che divide il monte, in cui si è sviluppato l?insediamento urbano.

Sulle pendici settentrionali dei monti Simbruini, non lontano dal confine con il Lazio, sorge questo centro storico la cui cinta muraria del 1410 contava cinque porte e la cui difesa era affidata a un castello oggi in totale rovina. La parte che interessa è quella che s?incontra superando l?arco romano verso l?interno; fuori c?è l?ordinaria mediocrità.

Piazza Obelisco, una delle piazze più armoniche di tutto l?Abruzzo, è il centro pulsante del borgo sin da quando si chiamava Piazza da? Piedi. E? contornata di eleganti palazzi, alcuni ristrutturati e altri in degrado. Si notano graziose bifore, un loggiato con archi a tutto sesto e finestre rinascimentali. Nel passato era circondata da portici, chiusi nel 1810 per ordine di Gioacchino Murat, re di Napoli, e al centro recava il pilozzo, un sedile di pietra per debitori insolventi esposti alla pubblica gogna, sostituito intorno al 1825 dalla fontana con obelisco.

II Teatro Talia, ex convento benedettino adibito a teatro nel 1686, dopo alterne vicende è stato rinnovato nel 2002. Ha una sobria ed elegante facciata e tre ordini di palchi all?interno, dove può ospitare oltre 200 persone.

Palazzo Ducale, la perla del patrimonio artistico di Tagliacozzo, risale alla prima metà del XIV secolo, mentre la seconda fase costruttiva si colloca nella seconda metà del secolo seguente sotto il conte condottiero Roberto Orsini, raffigurato con la moglie negli affreschi della stanza che sul fregio della porta reca la scritta RUBERTUS COMES ET CAPITANEUS. Altre modifiche furono apportate quando il Palazzo passò dagli Orsini ai Colonna: di entrambe le casate restano i simboli, ma nel portale d?ingresso e nel cortile d?onore gli stemmi dei primi furono scalpellati dai secondi.

Molti gli elementi che testimoniano la bellezza di questo edificio: le finestre istoriate, le bifore, le sale ornamentali, i dipinti, gli scaloni e particolarmente la Cappellina in cui sono ancora visibili splendidi affreschi di gusto tardo-gotico raffiguranti la vita di Cristo: quelli della Natività hanno somiglianze con il Benozzo Gozzoli della Pinacoteca Vaticana (stesso soggetto, stessa astratta eleganza). Altri affreschi e ornamenti sono conservati al Museo di Celano per consentire nel Palazzo Ducale i lavori di restauro, dopo decenni d?incuria e interventi inappropriati.

Non c?è certezza del passaggio di San Francesco a Tagliacozzo, anche se nella Chiesa e Convento di San Francesco è ospitata la tomba del primo biografo del poverello di Assisi, il Beato Tommaso da Celano (1190-1260). La chiesa francescana, citata in una bolla papale del 1252, è posteriore alla morte del Santo, mentre la primitiva costruzione con il nome di Santa Maria in Eloreto (cioè ?in un bosco d?alloro?) è menzionata già nel 1115. Fu ristrutturata all?inizio del ?600 contemporaneamente alla costruzione del chiostro, affrescato con vicende della vita di San Francesco. Resa barocca nel XVIII secolo con evidente stacco rispetto al passato, fu chiusa dagli editti napoleonici del 1809 e adibita a servizi comunali. Restaurata nel 1960, ha ripreso la sua vocazione di sede francescana e l?iniziale sobrietà. Bellissimi la facciata e l?antico portale; un capolavoro il rosone gotico con fregi orsiniani. All?interno, spazioso e austero, molti lavori bronzei e lignei.

La Chiesa dei Santi Cosma e Damiano è la più antica e ricca di memorie, malgrado i furti e le spoliazioni di cui è stata oggetto nel tempo. Risale all?VIII secolo e presenta uno stile romanico. Apparteneva ai Benedettini di Montecassino e fu causa di lunghe contese tra il papato e il vescovo dei Marsi. Per un secolo e mezzo, dal 1230 al 1380, conservò il diritto di seppellirvi i defunti. Notevoli sono la facciata con il portale e il rosone, il campanile, l?altare centrale; interessanti i dipinti. L?annesso, austero monastero ospita monache di clausura e custodisce un quadro detto Volto Santo, riproduzione della Veronica del Cristo, icona molto venerata dai fedeli cui è dedicata una festa.

Dell?antica Chiesa di Santa Maria del Soccorso, già esistente nel 1115, restano solo i due locali posteriori. La Chiesa della Misericordia, sede territoriale dei Cavalieri di Malta, è datata XVI secolo e presenta una facciata con portale e timpano interessanti. Risale alla prima metà del ?400 la Chiesa di Sant?Antonio Abate, come si ricava dall?iscrizione sul portale, mentre quella dell?Annunziata, fondata nel 1475 da Roberto Orsini, ha subito varie ristrutturazioni.

Da vedere, infine, nelle immediate vicinanze, il Santuario di Maria Santissima dell?Oriente, risalente al XIV secolo o alla prima metà del XIII, l?epoca della sacra immagine che vi viene venerata, scampata alla furia iconoclasta di Leone III Isaurico. Ristrutturata in modo radicale nel 1868, la chiesa ha poi subito altri danni che hanno risparmiato, però, le pregevoli decorazioni absidali, della navata e della cupola.

Fonte: www.borghitalia.it

Fonte foto: www.cage8.com

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