Monastero di Santa Scolastica Subiaco

panoramica.jpgIl protocenobio di Santa Scolastica è uno dei tredici monasteri fondati da S. Benedetto nella zona, l?unico sopravvissuto alle vicissitudini dei secoli. Fondato nel 520, è il più antico monastero benedettino d?Italia e del mondo. Il nome primitivo era monastero di San Silvestro, poi, alla fine del IX secolo, dopo le invasioni dei Saraceni, monastero e chiesa furono intitolati ai Santi Benedetto e Scolastica. I secoli X-XI furono il periodo di massimo sviluppo: il monastero ricevette in dono molti beni e vi fu costruita una nuova grande chiesa romanica consacrata nel 980. Nel secolo XII iniziò la vita cenobitica anche al Sacro Speco e, per evitare confusione fra i due monasteri, il Sacro Speco fu intitolato a San Benedetto, mentre la sottostante Badia assunse dalla fine del XIV secolo il nome attuale di Santa Scolastica. Dalla metà del XIV secolo all?inizio del XVI la comunità monastica sublacense registrò una forte presenza di monaci europei, soprattutto tedeschi. Dalla Germania giunsero anche, verso il 1463, i due stampatori Corrado Sweynheim e Arnoldo Pannartz, per opera dei quali venne installata la prima tipografia italiana nel chiostro del protocenobio. Nel 1456 all?abbazia di Subiaco fu applicata la Commenda; il monastero perse così sui paesi dell?abbazia il potere temporale, che passò al commendatario. La Commenda venne soppressa nel 1915 da papa Benedetto XV. Gli eventi bellici del secondo conflitto mondiale hanno danneggiato la facciata del monastero e parte del primo chiostro, prontamente restaurati dopo la guerra. Gli edifici di cui si compone il monastero di Santa Scolastica sono stati costruiti nel corso dei secoli, appartengono a epoche differenti e per questo sono talvolta stilisticamente molto diversi. La facciata è stata ricostruita dopo i bombardamenti del 1944; sul portone d?ingresso spiccano in altorilievo il motto benedettino ?Ora et labora? e la parola ?Pax?, concetti fondamentali della regola dei monaci. Dall?androne d?ingresso si accede ai tre chiostri. Il primo è il chiostro rinascimentale, terminato nel 1689. Vi si trovano pitture del XVII secolo con i papi che visitarono Subiaco, fotografie e riproduzioni di documenti, codici e incunaboli conservati nella biblioteca del monastero. Il chiostro gotico, dall?aspetto medievale, risale alla fine del secolo XIII-inizi del XIV e introduce alla parte più antica del monastero. Al giardino si accede passando sotto un grande arco gotico ?flamboyant? del secolo XV a doppia arcata. Al centro del giardino c?è un pozzo con ai lati due colonne provenienti dalla villa di Nerone congiunte da un?architrave. Il chiostro cosmatesco è rettangolare e misura m 12x16 circa. Fu costruito nel secolo XIII, in due fasi. Il lato sud, in pietra calcarea, risale agli inizi del secolo ed è opera di Iacopo I. Gli altri lati, opera di Cosma e dei figli Luca e Jacopo, risalgono ai decenni successivi. Per la costruzione è stato utilizzato marmo bianco proveniente dal monastero di San Clemente, il primo costruito da S. Benedetto, distrutto dal terremoto del 1228. Tra gli affreschi delle pareti si trovano pitture con i simboli degli evangelisti; particolarmente suggestivo il San Matteo con l?occhio ?centrato?, che sembra osservare il visitatore da ogni parte. Dal lato ovest del chiostro gotico si osserva il campanile romanico, costruito nel 1052-1053 dall?abate Umberto, importante perché anteriore a tutti i campanili di Roma. È composto da differenti parti appartenenti a epoche diverse. Ha forma quadrata e misura m 7x7; è costituito da sette zone sulla parte basamentale: due a parete piena e cinque con trifore e bifore divise da colonnine in pietra. Le chiese del monastero, nel corso dei secoli, sono state cinque. Delle tre più antiche non restano che tracce, mentre quella neoclassica, la più recente, è stata costruita all?interno delle mura della precedente chiesa romanico-gotica. Della chiesa gotica, ricostruita nel XIV secolo, è possibile ammirare il portale originario in pietra lavorata. È sormontato da una lunetta con un affresco del Quattrocento: la Madonna col Bambino, tra San Benedetto e Santa Scolastica. La parete del portale è ricoperta di affreschi trecenteschi con episodi della Vita di San Benedetto. Alla chiesa neoclassica, dedicata ai Santi Benedetto e Scolastica, si accede dal chiostro cosmatesco. Fu costruita su progetto dell?architetto bergamasco Giacomo Quarenghi e consacrata nel 1777; è un notevole esempio di stile neoclassico e si ispira al Palladio. Vi si trova un?urna di vetro con i resti di Santa Chelidonia, morta nel 1152 e dichiarata patrona di Subiaco nel 1695; le due colonne in marmo cipollino che sostengono la tribuna d?ingresso provengono dalla villa di Nerone. Il coro risale al XVII secolo e apparteneva alla precedente chiesa romanico-gotica, le cui strutture murarie risultano ben visibili dal cortile dell?Assunta e dalla volta della chiesa attuale. Sugli altari otto pregevoli tele: Trinità coi Santi Mauro e Placido e San Gregorio (entrambe di Vincenzo Manenti, 1639 e 1646); Sant?Andrea (Mattia Preti); Santi Anatolia e Audace (Antonio Concioli, 1775); Santi Cosma e Damiano (Pompeo De Ferrari, 1643); Angelo Custode (Stefano Magnasco); un ?caraveggesco? San Girolamo; Velazione di Santa Chelidonia (Marcello da Piacenza, 1577 circa). Adiacente alla chiesa è la cappella della Madonna, costruita nel 1578, con affreschi di Marcello da Piacenza. Sulla volta sono rappresentati episodi della vita della Vergine e ai lati i quattro Evangelisti e i quattro Dottori della Chiesa latina. Sull?altare un quadro della Madonna con Bambino di fronte a Sant?Anselmo. Nei sotterranei si trovano inoltre le grotte dedicate a San Pietro III, a Sant?Onorato e alla Madonna di Lourdes, precedute dalla  cappella degli Angeli, risalente al XV secolo. Gli affreschi della cappella rappresentano il Padre Eterno circondato dai cori angelici; l?Apparizione di San Michele arcangelo nel Gargano; la Lotta tra gli angeli buoni e quelli ribelli; episodi della vita di Gesù tra cui una Crocifissione. Annessa al monastero è la Biblioteca di Santa Scolastica. Nel corso dei secoli, sfortunatamente, c?è stata una forte dispersione di codici, tuttavia l?archivio-biblioteca conserva documenti e volumi di grande valore. Attualmente custodisce circa 4.000 pergamene, 380 volumi manoscritti e 213 incunaboli. Tra questi ultimi ricordiamo quelli stampati a Subiaco: le Divinae Institutiones del Lattanzio e due De Civitate Dei di S. Agostino, risalenti agli anni 1465-1457, quando Corrado Sweynheym e Arnoldo Pannartz installarono la prima tipografia italiana nel monastero di Santa Scolastica. In alcuni locali del monastero sono infine esposti reperti risalenti alla preistoria e alla protostoria di Roma e della campagna romana, provenienti dalla collezione privata di Luigi Ceselli, donata alla comunità benedettina di Subiaco nel 1915 da Marco Ceselli. Il Museo Ceselli si trova nei locali seminterrati del monastero e raccoglie oggetti di grande valore scientifico riguardanti le scienze geologiche, archeologiche, paleontologiche ed etnologiche. È intitolato a Luigi Ceselli, ex ufficiale del Genio pontificio e autodidatta dedito alla ricerca archeologica. I reperti appartengono a un?epoca che va dal VI secolo a.C. all?età tardo-antica, sono stati raccolti nella seconda metà del XIX secolo e risultano preziosi soprattutto perché molti dei siti archeologici da cui provengono sono andati distrutti. La collezione è stata donata al monastero di Santa Scolastica nel 1915 da Marco Ceselli, figlio del ricercatore.

Fonte: www.terredaniene.com

 Fonte foto: www.istituti-religiosi.org 

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