Parco Regionale dei Monti Simbruini

17528_141_prmsi.jpgBorgo medioevale incastonato in una cornice naturale di suggestiva bellezza, Subiaco è il centro più grande del Parco Naturale Regionale dei Monti Simbruini. Istituito nel 1983, con i suoi 30.000 ettari di estensione, il Parco dei Simbruini rappresenta la più grande area protetta del Lazio. Il suo territorio ricade in sette comuni: Camerata Nuova, Cervara di Roma, Jenne, Subiaco e Vallepietra in provincia di Roma, Filettino e Trevi nel Lazio in provincia di Frosinone. Il Parco è compreso tra il Fosso Fioio a nord e la Valle del Sacco a sud; è delimitato ad ovest dalla valle dell?Aniene e ad est dallo spartiacque Monte Viglio-Monte Crepacuore. Il territorio del Parco fa parte del sistema appenninico e la sua morfologia è caratterizzata dall?imponente catena simbruino-ernica costituita da una dorsale carbonatica lunga circa 60 km, con un susseguirsi d?imponenti rilievi e notevoli variazioni di altitudini (dai 384 m di Ponte San Mauro ai 2156 m del Monte Viglio). I rilievi presentano cime che arrivano anche oltre i 2000 metri (Monte Autore 1853, Monte Tarino 1959, Monte Cotento 2014, Monte Viglio 2156). Queste cime svettano su ampie valli ricche di acque, come la Valle del Simbrivio, posta nel cuore del Parco e l?alta Valle dell?Aniene dove si trovano le principali sorgenti.

17279_141_prmsi.jpgLa ricchezza idrica è una delle peculiarità dell?area, da cui il toponimo ?Simbruini?, derivazione del latino sub imbribus (sotto le piogge), ed infatti l?Alta Valle dell?Aniene è sempre stata una zona sfruttata già dagli antichi romani che vi prelevavano l?acqua tramite numerosi acquedotti. Un?altra peculiarità del territorio è rappresentata dalle morfologie carsiche: i campi presenti nei Simbruini sono tra i più suggestivi e tra quelli che meglio evidenziano i fenomeni dell?erosione carsica superficiale dell?intero Appennino. In queste zone confluiscono e vengono assorbite notevoli quantità di acqua: insieme a doline e inghiottitoi, i campi carsici sono le porte d?ingresso dell?acqua verso il cuore delle montagne, inizio dei lunghi percorsi sotterranei che conducono alle sorgenti.Il Parco custodisce una specifica identità naturalistica, culturale e paesaggistica: interminabili faggete, pianori carsici, valloni, sorgenti e fiumi, grotte, la presenza di lupi, aquile e orsi, ma anche santuari, monasteri e radi insediamenti d?impianto medievale rimasti a presidio di un territorio ancora integro.

Fonte: www.terredaniene.com

Fonte foto: www.parks.it

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